Around the World

Schlagkraft in Pink: Indiens Rebellinnen

// Marlene Erschbamer //
Gemeinsam stark © Thomas Eric - unsplash



Die Polizei sieht weg, deshalb nehmen die Frauen die Sache selbst in die Hand: In den ländlichen Regionen Nordindiens, in denen Korruption und Gewalt gegen Frauen zum Alltag gehören, leistet die „Gulabi Gang“ Widerstand. Bewaffnet mit Bambusstöcken setzt sich dieser Zusammenschluss von zehntausenden Frauen gegen häusliche Gewalt, Kinderehen und soziale Ungerechtigkeit ein. Ihr Ziel ist nicht Selbstjustiz, sondern die Durchsetzung geltenden Rechts: Sie zwingen untätige Polizisten zur Arbeit und stellen gewalttätige Ehemänner öffentlich zur Rede. Die Bewegung ist an ihren leuchtend pinkfarbenen Saris erkennbar – ein Symbol für weibliche Kraft und Solidarität. Die Farbe Pink steht hier nicht für Sanftmut, sondern für eine Revolution der Gerechtigkeit und für Frauen, die ihr Leben selbst in die Hand nehmen. Denn gemeinsam brechen diese Frauen starre Machtstrukturen auf.


Around the World

L'ovaio policistico cambia nome

// Alessia Galeotti //
La nuova definizione riconosce la complessità di un disturbo che coinvolge ormoni, metabolismo e salute mentale © Elen Sher - unsplash


Per anni milioni di donne si sono sentite dire: “È solo ovaio policistico”. Ma oggi la medicina cambia approccio. La prestigiosa rivista scientifica “The Lancet” ha ufficializzato il nuovo nome della PCOS, che diventa PMOS: “Sindrome poliendocrino-metabolica ovarica”. Non è solo una questione linguistica. Secondo gli esperti, il vecchio nome era fuorviante perché riduceva una malattia complessa a un problema di “cisti ovariche”, che spesso nemmeno sono presenti. In realtà la sindrome coinvolge ormoni, metabolismo, fertilità, pelle, peso e salute mentale. La patologia colpisce circa una donna su otto nel mondo, oltre 170 milioni di persone. Eppure molte ricevono diagnosi tardive o incomplete, dopo anni di sintomi sottovalutati: ciclo irregolare, acne, stanchezza, aumento di peso, infertilità o crescita anomala di peli. Il cambio di nome nasce dopo 14 anni di lavoro internazionale con medici, ricercatori e associazioni di pazienti. L’obiettivo è superare stigma e banalizzazioni, riconoscendo finalmente la complessità di una condizione che per troppo tempo è stata minimizzata nella salute femminile.